Raiba

La Ràiba è una manifestazione contadina e artigiana, indipendente e autogestita, creata e sviluppata senza il contributo di sponsor nè patrocini, costruita direttamente dai produttori e dai consumatori.

. Il mercato delle autoproduzioni è un esercizio di liberazione.
I prodotti della terra, le lavorazioni artigianali, ma anche la produzione energetica,
la musica, l’arte, la letteratura e tutte le microproduzioni locali che sfuggono all’omologazione, ai monopòli, alla stretta fiscale sono autoproduzione.
Questo è il mercato dello scambio e del saper fare, dove si restituisce un valore morale al concetto stesso di produzione, dove il denaro è semplicemente uno dei mezzi e non l’unico fine.

. la Ràiba è un luogo d’incontro, di scambio e di scoperta.
Favorisce il confronto, le relazioni e la solidarietà tra produttori e tra produttore-consumatore. Chi partecipa, contribuisce all’esercizio per migliorare la rete di scambio e vendita, la tracciabilità e la qualità dei prodotti attraverso l’autocertificazione.

.la Ràiba non è un marchio, anzi vuole mettere in guardia dai processi di cattura del buono, dalla monetizzazione dei processi creativi.
La Ràiba non è una nuova moda bio o eco.
La Ràiba non è un luogo esclusivo, ricercato, artefatto.

.la Ràiba porta nel cuore di Genova le tante storie di chi vive in territori assediati dal cemento, dall’egemonia del profitto, dalle speculazioni, dalle devastazioni ambientali. Storie quotidiane di resistenza e conflitto, di chi, con le proprie azioni, contribuisce alla difesa del territorio e delle sue culture.

La Ràiba rappresenta il piacere del fare, uno stile di vita, la ricerca di un equilibrio tra uomo e risorse, un patto tra l’uomo e la Terra.
Un esercizio di liberazione, appunto.

Autore dell'articolo: spaziolibero